sabato 13 settembre 2014

"Mi porti al parco?" Fabian Negrin

Quest'anno il mercatino dei ragazzi (che si tiene nella mia città, Faenza, tutti i giovedì del mese di Luglio) mi ha donato tantissime soddisfazioni. Libri di tutti i tipi, ma soprattutto di grandi autori del panorama dell'editoria per ragazzi. Ultime edizioni, altre più rare, altre vecchissime, vintage o di case editrici mai sentite, ma come nuovi, in ottimo stato e a prezzi stracciatissimi. Una vera e propria caccia al tesoro, sbirciando su questi "teloni" o bancarelle improvvisate accatastate per terra, nella piazza centrale della città, tra bambini eccitati per aver visto qualcosa che desideravano da tempo, altri entusiasti per potersi immedesimare per qualche ora nel ruolo del "grande", del "venditore"; cataste di giochi, giocattoli, giocattolini, sorpresine Kinder, e oggetti non bene identificati. Ma anche tanti genitori allegri, felici, che tornano bambini, oppure scocciati, snervati, isterici, con figli che scappano, prendono, piangono.
E poi tanti appassionati come me, che sperano di trovare "piccoli tesori" e che quindi scrutano il più possibile, prendono, guardano, valutano e come i bambini si esaltano. Un ambiente tutto particolare che frequento fin da quando ero piccola e che spero di poter continuare a vedere negli anni, con la stessa partecipazione. E' momento di aggregazione, di scambio, di riscoperta di cose a noi sconosciute, di socializzazione e di confronto.

Insomma, l'"occasione" quest'anno era sempre dietro l'angolo, e come resistere. Ho racimolato così un ottimo bottino, composto da classici, albi illustrati, grandi nomi contemporanei e alcuni acquisti a scatola chiusa perché impossibili da lasciare lì. Un bottino quasi esclusivamente relativo a letteratura per bimbi e ragazzi.

Un po' perplessa, mi sono perfino chiesta come potevo avere avuto così tanta fortuna nel trovare titoli così succulenti, perfetti e a pochi euro. Tornata a casa poi, smaltita l'euforia e l'entusiasmo per gli ottimi affari, ho visto tutto sotto un altro punto di vista, e l'amarezza mi ha colta improvvisamente. Si perché, se si trovano libri da 15/20€ a 1/2 massimo massimo 3€, nuovi, senza alcun tipo di segno, qualcosa non andava. Questi libri non era stati vissuti davvero, non portavano i segni della lettura, un'orecchia nella pagina, una spiegazzatura, una sottolineatura, e neanche il "divertimento", il gioco di un bambino, la sua passione per quella storia. Ricordo i miei libri di quando ero piccola, tutti tenuti benissimo si, ma comunque veri perché vissuti, con botte sui dorsi, rilegature usurate, miei disegni improvvisati che invadevano la storia.

Tutto ciò mi ha resa molto triste, soprattutto pensando al fatto che questo evento vede come protagonisti prima di tutto i bambini, e poi i genitori, sia dalla parte del venditore che dell'acquirente. Le camerette, le soffitte, le cantine, le "stanze dei giochi" (se ancora esistono) vengono svuotate, ripulite, liberate da tutte quelle "cose" noiose, inutili, che nessuno tocca o guarda più da anni o che nessuno ha mai considerato. E questi sentimenti li provano anche i bambini-clienti e i relativi genitori, in quanto nessuno tocca questi libri. Il motivo poi dei prezzi bassissimi è proprio lo svendere, il "liberarsi di tutti questi rozzi", per non vederli mai più.

Quanti Dahl, Pitzorno, Rodari, Carpi, Lindgren (per citarne solo alcuni, i più famosi), ho visto là abbandonati, mai degnati di uno sguardo, magari anche riportati a casa e nuovamente buttati nell'angolino umido e polveroso.

Nel momento in cui ho realizzato il tutto, sarei tornata indietro e avrei pregato quei bambini, o quei grandi, di tenere da parte questi titoli per "momenti migliori", in modo da potergli dare una seconda possibilità in futuro,  rileggerli dandogli il giusto valore. Io per prima sto facendo un super recuperone ora, a ventitré anni e ne sono più che soddisfatta. I libri per bambini non devono per forza essere letti solo quando lo si è. Sono storie che insegnano a sperare, sognare, lottare, pratiche che anche noi grandi dovremmo sempre tenere a mente.

La "me bambina" era diversissima dai bimbi di oggi. Io non volevo separarmi da nulla, con il risultato che, le uniche due volte in cui partecipai a questa iniziativa, obbligata, fu una tragedia. Non volevo vendere nulla, neanche la minuscola sorpresina Kinder, perché consapevole che questa mi aveva accompagnato in tante "avventure immaginarie" e io, come la ringraziavo? Svendendola. Chiamatemi possessiva, materialista, accumulatrice, ma io alle "cose" voglio bene, perché ad esse lego momenti, ricordi, sentimenti, emozioni, sia positive che negative, e quando le riprendo in mano, rivivo proprio quei momenti. Fanno parte di me, del mio vissuto e della mia memoria.

Ora basta sentimentalismi e riflessioni, mi sono lasciata prendere la mano.


Uno dei libri del mio bottino estivo è: "Mi porti al parco?" di Fabian Negrin, albo illustrato edito da Il Castoro nel 2009. Apprezzo molto questo autore/illustratore, sia quando si occupa solo dei disegni, sia quando progetta il libro a 360 gradi, occupandosi anche dei testi. E' un'artista versatile, che sa sempre reinventarsi, affrontando ogni libro o tema come una nuova avventura, cercando la tecnica e il linguaggio più consono, per rendere al meglio gli elementi trattati. Diverso ma comunque sempre riconoscibile. Vincitore del premio Andersen del 2000 proprio come migliore illustratore.

Ammetto di aver perso questa interessante uscita all'epoca, e di non averla, purtroppo, vista molto in libreria. Purtroppo perché questo albo è perfetto per i più piccoli (2/3/4 anni), ricco di colori, suoni, movimento, che può trasformare la  lettura in momento di condivisione (con altri bimbi ma soprattutto con i grandi, con i quali "vivere" la storia), esplorazione e profondo divertimento.

In questo albo viene prestata grande attenzione ai suoni, sia per gli oggetti che entrano in gioco, come tamburo, aspirapolvere, frullatore, per le urla del bimbo per attira l'attenzione del papà, per il forte suono dell'ambulanza o il barrito dell'elefante. Ma anche la grafica esalta il rumore, attraverso l'utilizzo di font grafici, invadenti, grandi, che occupano l'illustrazione.









Dopo tutto questo caos è interessante osservare la doppia pagina del "silenzio", che spezza con il trambusto della storia, lasciando tutto sospeso per una frazione di secondo. Una pace che fa riflettere e dona tranquillità.




Storia adattissima quindi per la lettura ad alta voce, animata, che farà concentrare ancora di più il bambino all'ascolto, magari riproducendo i rumori presentati nella storia(nel limite del possibile), coinvolgendolo nell'esecuzione di questi e creando un gioco alla pari, durante la quale il grande assume il ruolo del bimbo. Risate e divertimento assicurato.
Nel testo troviamo proprio suoni onomatopeici e frasi che secondo il principio della ripetizione, ci accompagnano in tutte le pagine. Caratteristica molto amata dai più piccoli, che crea in loro divertimento e allegria quando ritrovano il solito motivo: "mi porti al parco?".
Il racconto procede per accumulazione. Nuovi eventi avvengono e si aggiungono alla lista, sempre più strampalati, inverosimili.

E' un racconto esilarante ma anche molto reale, nella quale grandi e piccini possono facilmente riconoscersi. I genitori nel ruolo dell'adulto troppo occupato e poco attento. Il figlio nel bimbo che vuole attirare a tutti i costi l'attenzione del genitore, per giocare con lui e passare del tempo insieme.
Nel nostro caso troviamo un babbo che "ronfa", nel vero senso della parola, sul divano, talmente profondamente che niente e nessuno può svegliarlo o infastidirlo. Inizia così la "ribellione" del figlio, dispiegando più mezzi possibili, che hanno del fantastico, dell'assurdo, creando un vero e proprio caos, un carnevale rumoroso, un sovvertimento delle regole, purtroppo inutile. Quando ormai il protagonista, triste e amareggiato, si arrenderà, sarà la cosa più piccola, lieve e dolce a risvegliare il padre, il canto di un uccellino. Finalmente si può correre a giocare all'aria aperta, lieto fine tanto agognato.




Molto tenera è la doppia pagina finale che mostra questo momento. Esprime perfettamente la felicità di padre e figlio di divertirsi insieme.


Le illustrazioni sono semplici, essenziali, ma allo stesso tempo poetiche perché composte da tratti decisi, che ricordano veloci pennellate, e macchie di colore, sempre su sfondo bianco. I colori sono vivi, accesi, dalle tonalità piatte, rendono la vivacità, il movimento, il caos, il rumore della storia. Lo spazio della pagina è pienamente sfruttato, riempito dai disegni e dal testo, anche loro in continuo movimento.

Un modo per vivere nella tranquillità di casa un'avventura chiassosa, piena di festosità, spensieratezza e vitalità.

3 commenti:

  1. Mi piacerebbe moltissimo vedere un post "complessivo" sugli acquisti fatti in questo fantastico mercatino ** Invidio moltissimo queste iniziative che da me proprio non esistono :,(

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    1. Magari prima o poi lo farò, anche perché credo parlerò pian piano di tutti i libri per ragazzi che vi ho acquistato^_^ Normalmente anche da me non ci sono troppe iniziative del genere, però questa è un'istituzione, esiste davvero da tanto e mi auguro tenga duro negli anni!^_^

      (ps. sono un po' piena di cose in questo periodo quindi ti chiedo di avere un po' pazienza per la nostra corrispondenza >-<)

      Grazie che mi segui così attentamente e con passione, non sai quanto mi faccia piacere e mi dia la forza e voglia di proseguire:D <3

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  2. Da leggere:

    http://www.macrolibrarsi.it/autori/_tiziano_motti.php

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