lunedì 30 giugno 2014

"Lo straordinario viaggio di Edward Tulane" Kate DiCamillo (illustrato da Bagram Ibatoulline)


C'era una volta un coniglio di porcellana che era amato da una bambina. Il coniglio partì per un viaggio in mare e cadde fuori bordo e fu salvato da un pescatore. Fu seppellito sotto la spazzatura e dissepolto da un cane. Viaggiò a lungo insieme ai vagabondi, e per un breve periodo lavorò come spaventapasseri. C'era una volta un coniglio che amava una bambina e la vide morire. C'era una volta un coniglio che ballò per le vie di Memphis. La sua testa fu spaccata in una tavola calda e rimessa insieme da un riparatore di bambole. E il coniglio giurò che non avrebbe mai più commesso l'errore di amare. [...] C'era una volta - oh, una volta meravigliosa! - un coniglio che ritrovò la strada di casa.
Parto dalla fine del libro perché queste poche righe possono riassumere brevemente un viaggio bellissimo e una vita vissuta in pieno. Il libro in questione, pubblicato da Giunti nel 2007 in edizione rilegata, cartonata, con illustrazioni a colori, è stato ripubblicato in edizione economica quest'anno, 2014, con illustrazioni questa volta in bianco e nero (che sembrano quasi incisioni), ad un prezzo più che abbordabile. Io purtroppo l'ho scoperto e comprato tardi (anche se la copertina l'avevo già adocchiata varie volte su Anobii), anche perché in libreria non l'ho mai visto troppo in risalto, quindi ho acquistato l'edizione economica, e un po' mi dispiace perché le illustrazioni a colori sono magnifiche e fanno immergere ancora di più nella storia. Anche se in bianco e nero non perdono valore, cambiano però la visione secondo me, dando al libro un tono più vintage, di ricordo, passato e una lieve vena malinconica. L'edizione cartonata è in generale curatissima, quindi consiglio di prendere questa.





La storia trattata è toccante e ricca di significato. Classificato libro per ragazzi (età di lettura da 7 anni), come spesso accade, lo considero invece una lettura adatta a tutti, che sa emozionare tanto gli adulti quanto i bambini, perché basata su fatti e oggetti che sembrano ripescati dalla nostra infanzia. I momenti di gioco, l'affetto smisurato per un pupazzo o un giocattolo trattandolo da pari, la complicità degli adulti nel considerare questi "esseri", a noi tanto cari, come i più importanti del mondo. Esperienze vissute da tutti, almeno una volta nella vita, e che anche se pensiamo di aver dimenticato e rimosso, basta poco per farli riemergere. 

All'inizio della storia il protagonista, Edward Tulane, non è di certo tra i personaggi più simpatici della letteratura, anzi è a dir poco odioso. Si tratta di un coniglio di porcellana, giocattolo di lusso presente nella casa di una famiglia benestante, che ricorda molto lo stile di vita borghese vittoriano.
C'era una volta, in una casa di Egypt Street, un coniglio fatto quasi interamente di porcellana. Aveva braccia di porcellana e gambe di porcellana, zampe di porcellana e testa di porcellana, corpo di porcellana e naso di porcellana. 
[...] Aveva le orecchie di vero pelo di coniglio e, sotto il pelo, c'erano robusti fili metallici flessibili, così da poterle piegare nella posizione che meglio riflettesse l'umore del coniglio: baldanzoso, stanco, annoiato. Anche la sua coda era di vero pelo di coniglio ed era vaporosa soffice e di forma perfetta.
Il coniglio si chiamava Edward Tulane, era alto una novantina di centimetri dalla punta delle orecchie a quella delle zampe e aveva occhi dipinti di un azzurro acuto e penetrante.
Nel complesso Edward Tulane si riteneva una creatura eccezionale. Soltanto i baffi gli davano qualche cruccio: erano (com'è ovvio) lunghi ed eleganti, però d'origine incerta, ed Edward nutriva il fondato sospetto che non fossero baffi di coniglio. A chi fossero appartenuti in origine - a quale bestiame ripugnante - era una domanda sulla quale Edward non riusciva a soffermarsi troppo a lungo. Ragion per cui evitava di farlo. Di regola, preferiva schiarire i pensieri sgradevoli.
 Elegantissimo ma dotato forte egoismo e con una grande considerazione di se stesso.
Fra tutte le stagioni dell'anno, il coniglio preferiva l'inverno, perché il sole tramontava presto e le finestre del pranzo si oscuravano permettendogli di vedere il proprio riflesso nel vetro. E che riflesso, era quello! Che figura elegante, la sua! Edward non cessava mai di stupirsi della propria raffinatezza.
Amato da tutti i componenti della famiglia, in particolare dalla sua piccola padroncina, ricambia le loro attenzioni con disinteresse, noia, e rabbia, per essere considerato dai più grandi un bambolotto, o irritato da certi comportamenti che ritiene mancanza di rispetto nei suoi confronti. E' l'amore che manca completamente in lui, lasciando un grande vuoto incolmabile. Sentimento che non conosce e che per questo fatica a capire, tanto da ritenerlo superfluo, ma che avrà modo di scoprire e rivalutare durante la storia. 

Il destino si sa, gioca brutti scherzi, e causa il suo caratteraccio, verrà punito, trovandosi improvvisamente solo, triste, lontano dalla sua famiglia e da chi gli voleva bene, senza un futuro davanti a se. Per la prima volta Edward prova qualcosa, si pone domande. Teme che nessuno lo vada a recuperare, cosa per lui impensabile fino a poco tempo prima. Comincia ad aprire gli occhi. Inizia da qui un lungo viaggio, che come ogni buona storia, porta ad un profondo cambiamento in meglio del protagonista, in un'avventura costellata da incontri, con persone varie, che lo arricchiranno interiormente. Tante piccole storie nella storia, vissuti personali che fanno riflettere sulla solitudine, sul bisogno di un compagno, anche se questo è un po' fuori dai canoni (come un coniglio di porcellana!) e su come sia facile confidarsi e affezionarsi a quello che di solito consideriamo semplicemente un oggetto.

Tanti lo ameranno, dandogli i nomi più disparati, vestendolo in modi strani e cambiandogli anche sesso (senza suscitargli più rabbia perché conscio dell'affetto che gli viene mostrato). Altrettanti lo maltratteranno, perché oggetto inutile, senza sentimenti e anima, e cambieranno continuamente il suo destino, che diventerà metafora della vita, in continuo cambiamento e ricca di sorprese. Insieme a lui sapranno crescere anche le persone che gli stanno a fianco, come ad esempio il suo piccolo amico Bryce, che pur di riaggiustarlo e donargli una nuova vita, saprà rinunciare a lui per sempre, scelta importante per un bambino. 

Una storia costellata anche da tanti abbandoni, seguiti da continui nuovi incontri, cambiamenti, che sono simili alla storia personale di ognuno di noi. Quante persone incontriamo, amiamo, stimiamo e poi perdiamo, improvvisamente, senza veri motivi, semplicemente perché il tempo fa il suo corso?

Un passo della storia che mi è piaciuto molto è quando Edward si ritrova nel negozio di bambole, immerso in un ambiente a lui lontano e tra soggetti che non sopporta (bambole stupide e superficiali) e dai quali viene schernito. Reagisce a ciò chiudendosi in se stesso, tornando duro e schivo. Ma una bambola, che sembra tale e quale alle altre, gli farà tornare in mente l'importanza dell'amore, dei sentimenti positivi, facendolo rinascere dalle proprie ceneri. Ancora una volta il conforto si trova dove meno ce lo si aspetta.

Il finale è toccante e molto bello. Si, ce lo si può aspettare, ma non è comunque banale. Io per esempio non ci avevo minimamente pensato perché travolta dall'avventura e dalle macro storie. 

Un romanzo d'avventura, ma ricco dei sentimenti più puri e profondi, che nessuno deve mai dimenticare. 

Le illustrazioni di Bagram Ibatoulline sono di grande eleganza e bellezza, con un'attenta cura del dettaglio, che in questo modo sanno accompagnare perfettamente il tono e il momento storico della storia. Illustratore da approfondire (non lo conoscevo sinceramente) e da tenere d'occhio. In verità mentre leggevo il libro, mentalmente mi immaginavo come protagonista un "Peter Coniglio" di Beatrix Potter, ma riguardando le illustrazioni penso sia perfetto quello di Ibatoulline, perché i conigli della Potter hanno un aspetto più dolce, morbido, mentre questo, soprattutto nella copertina, rende perfettamente la bellezza ma anche la sua durezza d'animo iniziale.

Spero di leggero altro di Kate DiCamillo, autrice di altri grandi successi come "Le avventure del topino Desperaux" (da cui è stato tratto un film d'animazione, vincitore della Newbery Medal), "Il cane più brutto del mondo", "L'elefante del mago". "Lo straordinario viaggio di Edward Tulane" invece è stato insignito del Boston Globe Horn Book Award, uno dei più autorevoli riconoscimenti nel panorama statunitense ed è stato inserito nel White Ravens 2007, una selezione dei 250 migliori libri del mondo per il 2006.
 
 

3 commenti:

  1. Lo voglio! L'ho aggiunto oggi alla mia WL perché colpita da un post che ne parlava, e cercavo appunto recensioni a riguardo ed ho trovato la tua.
    Controllerò anche gli altri titoli che hai citato.

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  2. Ciao! Volevo ringraziarti per avermi fatto conoscere questo libro. L'ho comprato e letto l'altro ieri tutto d'un fiato. L'ho adorato *-*

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    1. Io ringrazio te per la fiducia riposta in questo mio piccolo consiglio^_^ felicissima ti sia piaciuto, lo considero un piccolo libricino prezioso che fa sognare e viaggiare con la fantasia (anche nel tempo, è così vintage*_*). Ogni tanto va ripreso e riletto :))

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